Nuova settimana, ma gli argomenti principali dell'attualità in Italia sono sempre gli stessi: Referendum, crescita e situazione migranti.
Su questi argomenti, direi, vi siano poche novità, se non il blocco dell'uscita dei sondaggi, che di fatto ha tolto un po' dei motivi di polemica, anche se, per chi vuole rimanere aggiornato sull'andamento dei sondaggi, può collegarsi ad alcuni siti, attraverso i quali, con stratagemmi di dissimulazione, si forniscono le intenzioni di voto (ad esempio su Scenari politici).
Detto questo, porrei l'accento sul mondo, alle prese tra il Black Friday (di cui vi ho parlato qui) e le prime mosse del POTUS Trump. Sembra uscito un po' dai radar dell'attenzione mediatica, ma le notizie si susseguono ogni giorno, cercando di capire attraverso le nomine e le prime decisioni sul programma che andrà a sviluppare nei primi 100 giorni. Molti dicono di vedere un Trump più pacato, più istituzionale e meno "caciarone" di quello visto durante la campagna elettorale, che comunque non disdegna di ricordare sempre le sue immense fortune, stante anche la decisione ad esempio di sua moglie di non seguirlo alla Casa Bianca quando si insedierà. Oppure ha avuto eco il tentativo della candidata verde Jill Stein (si, in USA non erano candidati alla presidenza solo Hillary e Trump) di ottenere un riconteggio dei voti in alcuni Stati vinti da Trump, per il sospetto che nel voto elettronico si siano introdotti gli hacker russi, al fine di "alterare" il voto.
Per quanto riguarda altre questioni a noi più vicine, non possiamo che parlare dell'ennesima calamità naturale che sta colpendo il nostro paese in questi giorni: le forti piogge che in Liguria e Piemonte stanno provocando esondazioni di fiumi e smottamenti, mettendo in pericolo alcuni paesi dell'entroterra ligure e del cuneese. Sono indignato di questa faccenda, proprio perché mi chiedo come un paese come il nostro viva ancora in queste situazioni emergenziali, quando basterebbe poco per mettere in sicurezza molte zone: pulizia dei letti del fiume, limitazione della cementificazione nelle zone a rischio frane, rimboschimento e manutenzione delle reti di canali permetterebbero di ridurre e in alcuni casi annullare il rischio. Mi sembra che i tanti esempi che costellano l'Italia propendano per una gestione dell'emergenza spesso encomiabile, ma con risorse che potevano essere investite in prevenzione. Notate che sui giornali del terremoto dell'Umbria/Marche/Lazio non parla più quasi nessuno? E sarà così purtroppo, fino al prossimo evento, che creerà altri disagi, danni e traumi.
Quindi un consiglio ai cari renziani e sostenitori del Referendum a vario titolo: invece di preoccuparvi della Costituzione, preoccupatevi delle vere priorità della gente. Perché posso avere anche la Costituzione meglio fatta al mondo, ma questa non mi salverà mai da una scossa o da un fiume d'acqua che entra in casa mia... ad maiora!
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