Arriva la "tassa sul funerale". 30 euro da pagare per ogni funerale, tassa che sarà applicata dai Comuni su loro necessità (e mi sa tanto che molti Comuni avranno la necessità). La ragione di questo nuovo balzello? Finanziare le esigenze della Asl, che ad oggi hanno l'onere del controllo sul rispetto da parte delle agenzie di pompe funebri dei regolamenti previsti per tali attività. In aggiunta, sarebbe applicata l'IVA al 10%, contro l'esenzione IVA ad oggi presente, innalzando però la detrazione fiscale al 19% di 7.500 euro.
Come spesso documentato da diversi servizi televisivi e giornalistici, il "caro estinto" è un problema notevole, soprattutto perché spesso accompagnato da comportamenti fiscali tendenti all'evasione. Le famiglie, soprattutto quelle meno abbienti, e che quindi vedono nell'accordarsi con le agenzie un modo per risparmiare qualche euro, stante il fatto che spesso non potrebbero recuperare granché dal beneficio fiscale della detrazione (il 19% su un massimo di spesa di 1.549,37 euro, ma spesso i funerali hanno costi molto più elevati).
Bisogna considerare che il 19% di 7.500 euro sono 1.425 euro, e spesso queste sono cifre suddivise in più compartecipanti al lutto pro-quota. La logica di oggi è: se io pago una tassa (IVA+ contributo) sono portato a pretendere la fattura, anche al fine di ottenere l'agevolazione, facendo emergere il nero.
Il problema è come al solito di tempi: io oggi pago un 10% in più per recuperare un 19% dopo un anno, sempre che non sia incapiente. Inoltre, se spesso, sulla carta, i risparmi di un funerale in nero si aggirano anche sul 15-20%, ecco che forse non si ha più la convenienza a chiedere la fattura. In realtà, come al solito, si trova un modo veloce per fare cassa, con motivazioni un pelo scricchiolanti. Basti pensare che un Comune ha uno strumento di controllo efficacissimo: il certificato di morte. Se una persona muore, una qualche forma di sepoltura/cremazione l'ha sicuramente ricevuta (non credo che da un ospedale permettano traslazioni di salme da mettere nel fosso). Basterebbe, con molta semplicità, chiedere di inserire l'agenzia che si occuperà di tale incombenza. Una riga con una partita IVA. Un piccolo carico burocratico, che però permette al Comune di girare il dato all'Agenzia delle Entrate e verificare (meglio dell'Asl) se le pompe funebri hanno emesso fatture per questo funerale. Per una volta che la burocrazia potrebbe essere "utile", si preferisce far pagare i cittadini per un controllo forse inesistente... Renzi... ma non avevi detto niente nuova tasse?
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