Le dita scorrono sui tasti, scrivo per riempire di contenuto la solita mail semi-automatica di risposta a una delle solite domande che mi arrivano da colleghi di altri uffici.
Decido che, dopo questa ennesima trita risposta, è ora di prendere il caffè. Mi avvio sulle scale, per salire al piano superiore, dove mi attendono le macchinette. Infilo la chiavetta e indugio sulla scelta del meno peggio, due palle di zucchero. La macchinetta sbuffa e compie il suo lavoro. Prendo il bicchierino di plastica riciclata e assaporo (si fa per dire) il contenuto.
Sono stranamente da solo a bere il caffè, di solito c'è sempre qualcuno. Mi distraggo guardando uno dei volantini appesi nella bacheca, che annunciano serata mondane o attività sportive di vario genere, tipo il "campionato mondiale di ruzzola" o la "serata fritti misti all'italiana". Il fritto, la sera... un pelo pesante... Nel mentre arriva un crocchio di colleghi del 4° piano, il piano VIP.... persone altolocate? No, avete letto male l'acronimo. Quello sta per Very Ignorated Person... Persone che è meglio ignorare, se non volete venire avvolti in un mega-dibattito di altissimo livello culturale sul "cucito nel Tibet antico", la "importanza della panzanella nella cultura neo-classica" o sulle "prospettive di crescita del Turkmenistan nello scacchiere mondiale".
Sono sempre in tre o quattro: li vedi perché parlano o fitto fitto che non si sente niente, oppure a voce sguaiata che fanno un casino che non si sente neanche se la macchinetta ha finito di farti il caffè. Ogni tanto, facendo finta di leggere i volantini delle "meravigliose serate danzanti dell'Orchestra Spettacolo Corrado Tempestoni", ascolto i loro dialoghi.
"Hai presente Peter, quello del terzo piano?"
"Si, che gli è successo?"
"E' stato cazziato dal suo capo, ha commesso un errore che solo un pirla come lui lo potrebbe fare"
"No dai, non mi dire, è quello che penso io?"
"Eh, regolare... un errore da principiante, ancora non capisco come l'anno scorso lo abbiano promosso"
"Lo sai, è il cocco di Mr. Jefferson, il capo del servizio..."
"I soliti raccomandati... possono fare qualsiasi errore, e invece tu un errore e zac... tagliato via"
"Era meglio prima, quando eravamo in meno... la fusione di due anni fa ci ha massacrato, noi della vecchia guardia"
"Taci, che con i chiari di luna di oggi, ormai dobbiamo rassegnarci"
"Ma... davvero ha fatto quell'errore?"
"Si, te l'ho detto... Mi sono quasi fatto due risate"
"Che testa, che cretino"
"Ma si, veramente... una cosa così"
"E il suo capo?"
"Era rosso di rabbia, fra un po' buttava all'aria la scrivania"
"Dai ora vado, che se no rosso diventa il mio di capo"
"Ok, ci vediamo a pranzo..."
"Ok, a dopo"
Rimango fermo, non capendo di quale errore clamoroso si sia macchiato questo Peter. Sto per andarmene, quando arriva un altro del 4° piano, si avvicina all'altro e fa:
"Ma cosa hai detto a David, che è così contento?"
"Sai Peter, quello che lui odia? Gli ho detto che è stato cazziato dal suo capo... Ma è una finta!"
"Ma perché?"
"Gli ho fatto uno scherzo... ho scoperto che ha sbagliato un conteggio nel foglio del report per il suo capo... pensa quando andrà sghignazzante nel suo ufficio e, con il capo su tutte le furie, si prenderà una di quelle lavate di testa epiche... aumentata dalla faccia sghignazzante, che passerà per presa in giro!"
"Ahahahaha... sei diabolico!"
"E se non ci tra colleghi, come ci passiamo il tempo? Ti offro un caffè?"
Sentito questo, forse i fritti alla sera sono meno pesanti e indigesti di quello che pensavo...
Nessun commento:
Posta un commento