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venerdì 30 dicembre 2016

Cosa succede - il punto della settimana n.7

Ed eccomi qua, con il classico appuntamento con il riepilogo dei fatti più importanti o rilevanti della settimana appena trascorsa.

Al netto delle abbuffate natalizie e delle decine di articoli e servizi su quanto gli italiani hanno speso per le festività, l'attenzione dei media in questi giorni si è concentrata sulla morte di due artisti, nello specifico Carrie Fisher, l'attrice che ha impersonificato la Principessa Leyla di Star Wars, e di George Michael, cantante che ha lasciato un segno nel mondo della musica e del costume.

Di queste morti, così come le tante che sono avvenute nel 2016, lascio a voi la lettura e l'approfondimento sui vari giornali e siti di informazione, con la mia opinione che ho scritto in un apposito post (e che trovate qui).

Le cronache finanziarie invece continuano a tenerci aggiornati sulle sorti del Monte dei Paschi e della scalata a Mediaset, situazioni che stanno rendendo movimentata l'agenda borsistica in un periodo dove, solitamente, gli scambi e le attività finanziarie vanno in ferie (o sono comunque a scartamento ridotto).
Ovviamente su MPS gioca un ruolo determinante l'entrata dello Stato nel capitale dell'istituto senese e la trattativa con la Vigilanza BCE e con i falchi dell'economia tedesca, i quali non vedono di buon occhio questa operazione (quando però, dovrebbero ricordare, anche loro fecero lo stesso con Commerzbank, anche se in un contesto di regole che all'epoca non esisteva). Il rischio è quello del bue che dà del cornuto all'asino (giusto per restare in materia di presepe natalizio), ma credo che alla fine troveranno una quadra, con però l'ennesimo carico sulle spalle dei contribuenti italiani.

Per quanto riguarda lo sport, il calcio si prende una pausa, dopo la vittoria del Milan sulla Juve nella finale di Supercoppa Italiana, che ha chiuso l'anno solare e con alcuni spunti che riguardano moto e Formula 1, dove si comincia a respirare l'aria di test e nuova stagione, con le schermaglie pre-campionato e un occhio alle novità sulle selle e monoposto a livello di piloti. Speriamo che quest'anno lo spettacolo in Formula 1 sia più vario del duello tutto in casa Mercedes.

Ultimo spunto che lascio riguarda i nuovi assestamenti di politica internazionale, dove gli USA decidono di non porre il veto sulla questione degli insediamenti dei coloni ebrei in Palestina, aumentando le frizioni fra i due storici alleati USA e Israele. Tutto questo si aggiunge alla situazione siriana e alla gestione dei migranti, i quali rischiano di portare elementi di instabilità anche all'interno dell'Europa, che appare più che mai divisa, anche a causa degli attacchi terroristici subiti negli ultimi tempi. Spero che il nuovo anno porti a riflettere e a capire che non si possono tenere e mantenere posizioni ne' di falso buonismo, ne' da colonialismo dell'Ottocento, ma piuttosto un approccio più organico al quale devono contribuire le nazioni che al momento sono più solide economicamente, e che non hanno problemi interni e difficoltà economiche.

Detto questo, ci rivediamo l'anno prossimo con la rubrica. Ad maiora!

giovedì 22 dicembre 2016

Cosa succede - il punto della settimana n.6

Come sempre, eccoci arrivati al punto della settimana. In questo post ovviamente, grande spazio occupa, anche se avrei preferito non scriverne, l'attentato in Germania a un mercatino di Natale, con lo stesso sistema del camion-investitore utilizzato per la strage di Nizza.

Il bilancio è di 12 vittime, tra cui sembra vi sia una ragazza italiana, residente in Germania per motivi di lavoro. Quello che colpisce è la capacità di queste persone di colpire con tanta facilità, senza incontrare alcuna resistenza, e per questo diventano così pericolosi. Da come è descritto l'evento, risulta molto difficile prevenire questo tipo di minaccia, in quanto la persona può agire da solo, procurandosi il mezzo in giro o senza un preavviso enorme, anche al momento stesso, e compiere l'atto usando l'effetto sorpresa che genera.

Inoltre per bloccare un Tir la polizia spesso non è dotata di equipaggiamenti adatti, anche perché l'unica possibilità è quella di sparare al conducente, ma ovviamente colpire una persona seduta nella cabina di un camion in velocità richiede abilità di mira rilevanti (e non siamo in un film hollywoodiano).

Resta l'amarezza per questi eventi che colpiscono le nostre città europee, e ci fanno sentire impotenti, aumentando quel senso di insicurezza e di paura di cui il terrorismo si nutre, per colpirci ancora più duramente. Non devono avere ragione, perché la religione non può e non deve essere violenza, pur nelle differenze.

Il secondo fatto è sempre politico, e riguarda l'elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, che è stata confermata dai voti dei Grandi Elettori, anche se qualcuno aveva paventato qualche possibile sorpresa, di qualche gruppo di elettori che avrebbe potuto optare per un altro candidato più moderato, magari con l'appoggio dei Democratici. Niente di tutto questo è avvenuto, e adesso lasciamo lavorare Trump, e si verificherà dai fatti come agirà. Il dossieraggio, lo spionaggio russo, gli hacker sono tutte parole che lasciano il tempo che trovano, di fronte alla potenza che si vuole confermare egemone nel mondo, anche se ultimamente è stata appannata dall'emergere delle potenze dell'Est post-comuniste (o che ormai si professano solo sulla carta tali). Ricordo sempre che gli USA viaggiano a un ritmo di crescita economica che noi europei possiamo solo immaginare nei sogni, pur con tutti i difetti che questa crescita si è portata dietro e non ha risolto. Però intanto noi siamo in stagnazione e loro, invece, cominciano a ripartire. Quanti treni dobbiamo ancora aspettare? Ad maiora!

giovedì 24 novembre 2016

Cosa succede - il punto della settimana n.3

Nuova settimana, ma gli argomenti principali dell'attualità in Italia sono sempre gli stessi: Referendum, crescita e situazione migranti.

Su questi argomenti, direi, vi siano poche novità, se non il blocco dell'uscita dei sondaggi, che di fatto ha tolto un po' dei motivi di polemica, anche se, per chi vuole rimanere aggiornato sull'andamento dei sondaggi, può collegarsi ad alcuni siti, attraverso i quali, con stratagemmi di dissimulazione, si forniscono le intenzioni di voto (ad esempio su Scenari politici).

Detto questo, porrei l'accento sul mondo, alle prese tra il Black Friday (di cui vi ho parlato qui) e le prime mosse del POTUS Trump. Sembra uscito un po' dai radar dell'attenzione mediatica, ma le notizie si susseguono ogni giorno, cercando di capire attraverso le nomine e le prime decisioni sul programma che andrà a sviluppare nei primi 100 giorni. Molti dicono di vedere un Trump più pacato, più istituzionale e meno "caciarone" di quello visto durante la campagna elettorale, che comunque non disdegna di ricordare sempre le sue immense fortune, stante anche la decisione ad esempio di sua moglie di non seguirlo alla Casa Bianca quando si insedierà. Oppure ha avuto eco il tentativo della candidata verde Jill Stein (si, in USA non erano candidati alla presidenza solo Hillary e Trump) di ottenere un riconteggio dei voti in alcuni Stati vinti da Trump, per il sospetto che nel voto elettronico si siano introdotti gli hacker russi, al fine di "alterare" il voto.

Per quanto riguarda altre questioni a noi più vicine, non possiamo che parlare dell'ennesima calamità naturale che sta colpendo il nostro paese in questi giorni: le forti piogge che in Liguria e Piemonte stanno provocando esondazioni di fiumi e smottamenti, mettendo in pericolo alcuni paesi dell'entroterra ligure e del cuneese. Sono indignato di questa faccenda, proprio perché mi chiedo come un paese come il nostro viva ancora in queste situazioni emergenziali, quando basterebbe poco per mettere in sicurezza molte zone: pulizia dei letti del fiume, limitazione della cementificazione nelle zone a rischio frane, rimboschimento e manutenzione delle reti di canali permetterebbero di ridurre e in alcuni casi annullare il rischio. Mi sembra che i tanti esempi che costellano l'Italia propendano per una gestione dell'emergenza spesso encomiabile, ma con risorse che potevano essere investite in prevenzione. Notate che sui giornali del terremoto dell'Umbria/Marche/Lazio non parla più quasi nessuno? E sarà così purtroppo, fino al prossimo evento, che creerà altri disagi, danni e traumi.

Quindi un consiglio ai cari renziani e sostenitori del Referendum a vario titolo: invece di preoccuparvi della Costituzione, preoccupatevi delle vere priorità della gente. Perché posso avere anche la Costituzione meglio fatta al mondo, ma questa non mi salverà mai da una scossa o da un fiume d'acqua che entra in casa mia... ad maiora!

mercoledì 23 novembre 2016

Black Friday all'italiana

Nel nostro italico "amore per tutto quello che è estero", dopo il grande successo (per i locali e discoteche) delle serate a tema dell'americano Halloween, vuoi mai che non portavamo a casa un'altra idea dagli USA? E non sia mai...

Ed ecco che i giornali, la televisione e il web in Italia si popolano del BLACK FRIDAY! "Eccheddè?" chiede il nostro uomo della strada. Ma come, non conosci il Black Friday? No? Se sei out e fuori dai tempi.

Il Black Friday è, negli Stati Uniti, il venerdì dopo il "Giorno del Ringraziamento" (quello del tacchino, per intenderci), oltre ad essere la data di inizio delle vendite in vista del Natale. In questo giorno, tutti i negozi e, ultimamente, anche i siti di vendita on-line, vendono con sconti veramente pesanti tutti i loro articoli, al fine di vuotare i magazzini per rimpinguarli con gli articoli nuovi e destinati al Natale. Sul perché sia "black", l'origine è incerta: si passa dal traffico cittadino dovuto agli sconti, alla scritta in nero sui vecchi libri contabili, segno di alte vendite e di profitti per i negozianti.

Fatto sta che, negli USA, persone si assiepano fin dalla notte precedente davanti ai centri commerciali per fare incetta di prodotti a prezzi con sconti anche al 90% in alcuni casi, su qualsiasi cosa: elettronica, prodotti per la casa, vestiti e quant'altro vi possa venire in mente.

Detta così uno dice "però, con la crisi che c'è una manna dal cielo"... già, peccato che noi italiani se non ci mettiamo l'originalità, non siamo da meno.
Intanto ci inventiamo che lo sconto è solo per un determinato orario della giornata, magari durante le ore di lavoro, così chi vuoi che venga a comprare? Poi mettiamo degli sconti al massimo del 40% (vuoi mai che la gente si abitua male). Ma, dove facciamo più ridere, è on-line.

Si, perché se negli altri paesi, gli sconti sono ghiotti e anche su prodotti di punta, qua da noi, dove va detto che il mercato sul web fatica a prendere piede, la situazione è molto diversa.
Se vi fate un giro sui vari siti di e-commerce, noterete sconti su prodotti che o sono di utilità pari al famoso cerotto nella gamba di legno (quanti di voi bramano a un cuscino riscaldante a forma di renna natalizia colore verde al 90% di sconto) o, se sono utili, hanno degli sconti di meno del 10%... si avete letto bene... 10%...

Cos'è? Mi prendi per il naso? Cioè se devi farmi, solo per farmi cliccare sul tuo sito, mettere degli sconti dell'udite udite 10% su dei prodotti di grido, e per poi propinarmi pagine e pagine di prodotti inutili, con sconti che li riportano al loro vero prezzo sulla base dell'utilità, ne faccio volentieri a meno.

Come al solito, in Italia, viene tutto reso in modo da guadagnarci il massimo possibile... e sono sicuro che ci saranno in tanti che compreranno, pensando di aver fatto un affare comprando il telefonino ultimo modello della mela con uno sconto di ben 70 euro a fronte dei 700 spesi... con i quali puoi comprare le babbucce sonore, il carillon a forma di maialino, un improbabile ciondolo con fondo bottiglia verde e il deragnatore della fiera di San Geminiano, avanzato dall'anno scorso....

Venghino signori venghino... arriva il Black Friday... e buon shopping a tutti!

mercoledì 9 novembre 2016

Donald the POTUS

E alla fine arrivò il "cigno nero". Come è accaduto per la Brexit, dove nessuno si aspettava la vittoria del "Leave", Donald Trump è diventato il 45° Presidente degli Stati Uniti (o meglio, lo diventerà il 19 Dicembre, quando i Grandi Elettori lo voteranno definitivamente).

Vorrei fare una mia piccola analisi di quanto avvenuto, da uomo della strada, che comunque non conosce l'America profonda perché non ci vive, ma analizza con senso critico quanto legge.

Il primo aspetto che va tenuto in considerazione è che, comunque sia andata, gli elettori americani sono andati a votare circa nello stesso numero di aventi diritto rispetto al 2012 (quando ci fu il trionfo di Barack Obama al suo secondo mandato). Quindi nessuna fuga dalle urne, come qualcuno paventava come possibile arma in più di Trump, in quanto secondo alcuni analisti si sarebbe potuto avvantaggiare del calo del voto afro-americano e ispanico.

Il secondo è che, come raramente accaduto in America, un candidato Presidente ha condotto una campagna elettorale contro tutto il suo Partito e contro una buona parte della stampa e dei media.
Se a questo si aggiunge l'uso massivo di "celebrities" da parte di Hillary, è facile intuire come Donald sia stato percepito come un candidato "di rottura", lo stesso ruolo che ha provato a giocare Bernie Sanders dalle parti dell'Asinello, ma con risultati differenti.

Il terzo è che Trump è un uomo di televisione: sa stare in video, sa come muoversi, non è mai impacciato e sembra sempre dire e fare ciò che pensa. E questo a quanto pare è piaciuto all'elettorato.

Il quarto è che Donald ha cercato voti dove, almeno in teoria, per lui era difficile trovarne: nei disoccupati bianchi del Mid-West, schiacciati dalla crisi, vedi ad esempio il caso del Michigan, terra della Detroit capitale dell'auto in disarmo, che dal 1992 votava Democratico (e nel 1992 aveva votato per Bill Clinton). Per un uomo che si propone come ricco immobiliarista, trovare i voti di chi è morso dall'indigenza o dalla scarsezza di reddito è stato veramente un jolly.

Il quinto, ma non ultimo, è l'emergere sempre più chiaro di tre realtà nel mondo occidentale: una è fatta di persone iper-connesse, che credono di essere informate su ogni cosa, ma in realtà non hanno una propria idea, facendosi trascinare da quanto i social media propongono, senza un alcunché di spirito critico (questa tendenza riguarda molto i giovani nativi digitali). La seconda è quella fatta dall'estremo opposto, cioè quelli che per ignoranza o impossibilità ai social media non sono legati, e che quindi vanno per sentito dire e votano di pancia o sulla base di quello che vota l'amico di fianco (solitamente le persone più anziane). Queste due rappresentano le due realtà che, in termini numerici, sono le maggioranze. Infine c'è la terza realtà, quella che a un sano realismo della seconda categoria, associa l'uso dei social media in senso critico, costruendosi una propria idea, senza usare quella degli altri pre-confezionata. Questa però è una sparuta minoranza.

Detto che in America probabilmente sarei di idee sicuramente più Repubblicane e avrei votato Trump, credo che però questo non nasconde i dubbi che nascono dalla sua vittoria: sarà capace? Quante delle sue promesse elettorali manterrà? Il Partito lo supporterà, visto che ha la maggioranza in entrambe le Camere, con conseguente aumento esponenziale della sua azione di governo?

Queste risposte The Donald ce le darà in 4 anni... nel frattempo vi lascio una piccola riflessione: la Corte Suprema americana ad oggi conta di 4 membri Democratici e 4 Repubblicani, in attesa di sostituzione del nono recentemente scomparso, e che con ogni probabilità sarà Repubblicano. Ma, in aggiunta a ciò 2 dei tre membri più anziani (ricordo che la carica è a vita, salvo rinuncia per gravi impedimenti e infermità) sono stati eletti da Bill Clinton, quindi riconducibili all'area Democratica. Uno è del 1933 e uno del 1938... il rischio è che la corte possa passare da "5 a 4" a "7 a 2", con la nomina di magari giudici relativamente giovani, che segneranno quindi l'azione delle leggi nei prossimi 30 anni. Donald probabilmente potrebbe influenzare anche la politica americana dei prossimi decenni.