giovedì 30 ottobre 2014

30 anni di Modena...

Sono 30 anni che sono abitante di questa città...
In 30 anni di cose ne succedono, e Modena non è stata indenne al tempo.

Purtroppo il cambiamento è stato in peggio. Il mio ricordo della città quando ero bambino era di strade pulite, gente operosa che si dava da fare, magari non con quel calore e colore delle città del sud, ma che aveva rispetto degli altri, e che sentiva Modena parte di casa sua. E come tale la rispettava.

Anche all'epoca non è che non ci fossero problemi: abitavo nella zona tra stadio e stazione autocorriere, e mi ricordo della vecchia paninoteca che aveva sede proprio in stazione, e che era il ritrovo di ragazzi ma anche dei primi consumatori di eroina, quelli che ti chiedevano le mille lire per prendere l'autobus per lo sballo.

Però Modena aveva un altro sapore, un altro colore... Sentivi quasi un calore che ti coccolava, che ti dava allegria anche nei giorni di nebbia, perchè quella città era piccola e a misura d'uomo.

Forse quando si è bambini e si vive una infanzia felice si tende a mitizzare un po' il passato, specie se il presente appare sporco e inquinato, pieno di maleducazione e inciviltà.

Quest'ultima non è da addebitare ai "nuovi modenesi" (cioè gli stranieri), ma ai modenesi stessi.
Che non hanno più rispetto per la loro città, che si sono rinchiusi nei loro cantucci e nei loro orticelli per difendere interessi di pochi, che si lasciano comandare da chi ha tutelato e rafforzato il suo potere economico a scapito della ricchezza sociale, che ha tolto agli altri per mantenere la ricchezza per se.

Modena sta perdendo il treno della modernità, il treno dell'innovazione, il treno per uscire dal luogo comune e miope della provincia, per rilanciarsi come smart-city, intesa come città a misura del cittadino e di chi deve viverla, pulita e ecologica, dove ci siano opportunità economiche per tutti e non solo per gli "amici di", dove c'è un centro che vive e non è abbandonato a favore di centri commerciali, dove non esistono scuole con il 70% di stranieri perchè così lì danno meno fastidio, dove non esistono quartieri ghetto decadenti... Dove un attore nazionale della GDO possa aprire un punto vendita nuovo e moderno (con costruzione di polo scolastico annesso) senza che una catena amica lo blocchi con la complicità del Comune.
Dove una piccola cartolaia di quartiere non sia costretta a chiudere perchè mettono tutto il parcheggio a pagamento...

Il mio è un sogno o forse tra 30 anni potrò vivere in una città così?

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