Oggi ho letto l'intervista pubblicata dal Corriere della Sera a Carlo Cottarelli, ex-commissario alla "spending review" (revisione della spesa, per chi chiama da fuori USA)
http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_17/non-mi-davano-neanche-documenti-resistenze-burocrati-roma-33ec9fe2-55b8-11e4-8d72-a992ad018e37.shtml
Quello che più mi ha colpito dell'intervista è stato quel malcelato disappunto di chi avrebbe voluto fare di più, ma a causa di ostacoli non voluti, si è dovuto limitare al ruolo di segnalatore di sprechi.
Nell'articolo emergono due temi da approfondire: la burocrazia vero male del paese e il ricorso al commissario come entità risolutrice di ogni problema, in un clima di emergenza continuo (che se è perenne non è più emergenza, ma la realtà delle cose).
Nel primo caso fa specie vedere capi di gabinetto, cioè dirigenti ministeriali che dovrebbero gestire la cosa pubblica per conto di tutti i cittadini, mettere veti e bastoni tra le ruote, bloccando quell'azione che porterebbe qualche boccata di ossigeno alle tasche di tutti. Tutto questo solo per difendere posizioni e privilegi, o solo per far capire "chi comanda".
Il secondo tema invece rappresenta una triste realtà italiana: la politica invece di affrontare i problemi, cerca l'uomo della provvidenza, che illuminato da chissà quale luce, dovrebbe con un colpo di spugna sistemare tutti gli errori di anni di disinteresse e tutela dei piccoli affari privati di chi ci ha governato.
Molto spesso sono fior di professionisti stimati nel loro ruolo (come Cottarelli), oppure sono sindaci o governatori di Regioni. I secondi per assurdo sono probabilmente gli artefici dei danni che loro stessi sono poi chiamati a sistemare.
Ci si chiede: ma non si può fare qualcosa prima per evitare di gestire emergenze poi?
Forse noi italiani abbiamo bisogno di supereroi, come Mr. Spending Review Cottarelli... (che a mio parere è stato sicuramente uno dei meno peggio).
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