giovedì 30 ottobre 2014

L'allegro chirurgo

Vi posto una notizia curiosa...

http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_30/papa-dell-allegro-chirurgo-non-ha-soldi-farsi-operare-24049b7a-6017-11e4-b0a9-d9a5bfba99fb.shtml

Come in una sorta di nemesi beffarda, l'inventore di uno dei giochi di società più famosi del mondo vive in condizioni di indigenza, e non può permettersi una operazione che potrebbe salvargli la vita.

A volte si pensa che il creatore di un gioco in automatico viva come un pascià sotto una palma, in realtà la sorte è spesso molto più amara.

In tanti nella storia hanno avuto idee brillanti, salvo poi venderle per un tozzo di pane oppure doverlo fare a malincuore perchè non si avevano i capitali necessari per avviare una attività redditizia...

Questo mi ricorda la situazione di tanti giovani italiani, con idee brillanti ma con nessuno che dà loro credito. Si, ci sono incubatori di start-up e finanziamenti regionali ad hoc, ma credo che quella voglia di rischiare tipica di una economia in fermento sia venuta meno...

E pensare che anche Steve Jobs e Bill Gates hanno cominciato da un garage... ma in Italia non sarebbe possibile: finanza, Asl, Comune e chi più ne ha più ne metta ti verrebbero subito a farti visita, per farti rendere conto che per stare dietro a loro, non hai più tempo per seguire la tua idea...

30 anni di Modena...

Sono 30 anni che sono abitante di questa città...
In 30 anni di cose ne succedono, e Modena non è stata indenne al tempo.

Purtroppo il cambiamento è stato in peggio. Il mio ricordo della città quando ero bambino era di strade pulite, gente operosa che si dava da fare, magari non con quel calore e colore delle città del sud, ma che aveva rispetto degli altri, e che sentiva Modena parte di casa sua. E come tale la rispettava.

Anche all'epoca non è che non ci fossero problemi: abitavo nella zona tra stadio e stazione autocorriere, e mi ricordo della vecchia paninoteca che aveva sede proprio in stazione, e che era il ritrovo di ragazzi ma anche dei primi consumatori di eroina, quelli che ti chiedevano le mille lire per prendere l'autobus per lo sballo.

Però Modena aveva un altro sapore, un altro colore... Sentivi quasi un calore che ti coccolava, che ti dava allegria anche nei giorni di nebbia, perchè quella città era piccola e a misura d'uomo.

Forse quando si è bambini e si vive una infanzia felice si tende a mitizzare un po' il passato, specie se il presente appare sporco e inquinato, pieno di maleducazione e inciviltà.

Quest'ultima non è da addebitare ai "nuovi modenesi" (cioè gli stranieri), ma ai modenesi stessi.
Che non hanno più rispetto per la loro città, che si sono rinchiusi nei loro cantucci e nei loro orticelli per difendere interessi di pochi, che si lasciano comandare da chi ha tutelato e rafforzato il suo potere economico a scapito della ricchezza sociale, che ha tolto agli altri per mantenere la ricchezza per se.

Modena sta perdendo il treno della modernità, il treno dell'innovazione, il treno per uscire dal luogo comune e miope della provincia, per rilanciarsi come smart-city, intesa come città a misura del cittadino e di chi deve viverla, pulita e ecologica, dove ci siano opportunità economiche per tutti e non solo per gli "amici di", dove c'è un centro che vive e non è abbandonato a favore di centri commerciali, dove non esistono scuole con il 70% di stranieri perchè così lì danno meno fastidio, dove non esistono quartieri ghetto decadenti... Dove un attore nazionale della GDO possa aprire un punto vendita nuovo e moderno (con costruzione di polo scolastico annesso) senza che una catena amica lo blocchi con la complicità del Comune.
Dove una piccola cartolaia di quartiere non sia costretta a chiudere perchè mettono tutto il parcheggio a pagamento...

Il mio è un sogno o forse tra 30 anni potrò vivere in una città così?

mercoledì 29 ottobre 2014

Renzi vs. Sindacati

Ieri sera ho seguito alcuni spezzoni di DiMartedì, il programma di approfondimento politico di Floris su La7.

Mi sono particolarmente interessato all'intervista al segretario della Cgil Camusso, la quale dava una sua visione dello scontro verbale a distanza tra Renzi e i sindacati.

Stiamo assistendo a qualcosa di anacronistico: un partito accreditato di più del 40% dei consensi, il quale si divide sulla manifestazione del sindacato, a lui teoricamente più vicino, perchè il leader del Pd non lo ritiene una controparte da considerare in sede di stesura della manovra economica e, cosa ancora più rilevante, del Jobs Act (o per i non anglofoni riforma del mercato del lavoro).

Secondo me la verità sta nel mezzo, come in tutte le cose di buon senso.
Se si vuole fare una qualsiasi manovra economica o riforma del mercato del lavoro il confronto con i rappresentanti dei lavoratori sono necessari e direi quasi obbligatori.

Il problema è chi rappresenta oggi i lavoratori: i sindacati di oggi appaiono spesso lontani dalla realtà, difensori di idee che hanno ormai 40 anni e non sono più attinenti al mondo del lavoro di oggi, dove si tutelano in pochi e si lascia in balia degli eventi la maggioranza, spesso giovani che non trovano così una loro dimensione.

E' però sbagliato anche da parte di Renzi dire che non esiste più il posto fisso e che bisogna chinarsi alle logiche di licenziamenti facili.

Il mercato del lavoro andrebbe riformato in senso di flessibilità nella continuità: se perdo il lavoro devo avere un mercato che nel giro di poco me ne possa offrire un altro, e nel periodo in cui rimango a casa avere un sussidio che mi permetta una vita decorosa. Se rifiuto il nuovo lavoro, perdo il sussidio.

Credo che una azienda, se ha un lavoratore bravo e capace, non lo licenzierà mai, perchè non è suo interesse farlo. Bisogna però intervenire nella riduzione del cuneo fiscale del costo del lavoro, riducendo le tasse che gravano sul datore di lavoro, il quale avrebbe anche come effetto non secondario la riduzione dei prezzi. L'importante sarebbe veicolare la riduzione del cuneo a nuove assunzioni, in una logica dove ti diminuisco le tasse se assumi e fai crescere forza lavoro (e indirettamente lo Stato recupererebbe parte del cuneo diminuito).

Capisco che però il sig. Renzi debba risponde alle istanze di Marchionne e dei pseudo capitani di industria che stanno delocalizzando solo per vedere aumentare i loro dividendi.

lunedì 27 ottobre 2014

2cellos

Un semplice post per farvi conoscere questi due musicisti, se non li conoscete già...

https://www.youtube.com/watch?v=Mx0xCI1jaUM


Per me sono semplicemente fantastici!

Tanto rumore per nulla...

Oggi mi sono imbattuto in questo articolo:

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2014/10/27/news/cimeli-nazisti-polemica-al-mercato-1.10188962

ora voglio capire che ancora il sentimento anti-nazista e pro-ebrei sia ancora forte, e ci fanno tornare alla mente barbarie che speriamo non si ripetano mai più (anche se in realtà accadono ancora oggi).

Ma le prese di posizione appaiono francamente esagerate. Se si andasse in una qualsiasi fiera di militaria d'Italia ci si imbatterebbe in centinaia di banchi che vendono questi articoli, senza che questo scateni sequestri di massa e allontanamento al confino dei venditori che fanno apologia...

Ci sono persone che non perdono occasione per farsi notare, senza capire che questi articoli sono testimonianze, che attorno a loro c'è un grande collezionismo, e che nascondere e censurare non porta a nulla, se non a fomentare quelle sacche di odio che ancora oggi sono sopite, ma pronte a rialzarsi.

Non credo che il venditore in oggetto andasse in giro per il mercato ad idolatrare il nazismo e a sbeffeggiare gli ebrei... se lo avesse fatto sarei il primo a dire che l'allontanamento immediato sarebbe stato la mossa più saggia.

L'intervento degli agenti di polizia municipale appare inoltre inopportuno e non giustificato, visto che reato non c'era.

Gli stessi si dovrebbero invece occupare dei veri reati che si perpetrano ogni giorno, a mercati dove vengono venduti articoli pericolosi per la salute, cibi avariati e dove vengono violate normative comunali sul commercio.

Chi non gradiva lo spettacolo, poteva girarsi dall'altra parte e non acquistare...

Destra e sinistra... fine di un mondo

Destra e sinistra oggi sono delle definizioni che hanno ancora senso?

Secondo me no... o meglio sono etichette che ti si mettono addosso e dietro le quali si nascondono persone che in realtà sono valide e agiscono con passione...

Parto da Sel, un partito che per molti detrattori è diventato il partito degli omosessuali, in quanto il loro rappresentante primario, Nichi Vendola, ha costruito molte sue battaglie difendendo questa sua identità, a scapito di altre idee che lui ha portato in campo.
Come avete potuto ben capire io sono all'opposto di queste idee, ma se penso che dentro questo partito ci sono persona come mio cugino Enrico Monaco (che non è solo perchè è mio cugino stimo), coordinatore provinciale di Sel a Modena, e vedo la passione che ci mette in quello che fa, capisco che ancora qualcuno che ci crede esiste. E fa piacere poter confrontarsi...

Così come mi piace confrontarsi con il mio collega Marco Rabboni, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Modena, anche lui con idee a volte diverse dalle mie, ma con cui ci si può confrontare e parlare di quello che si può fare per migliorare quello che ci circonda.

E vorrei ricordare un uomo che ci ha lasciato da poco, Mauro Manfredini, leghista, l'unico per cui ho votato Lega quando si candidò a sindaco di Modena con poca fortuna, un uomo che nonostante la malattia fino all'ultimo giorno ha portato avanti le sue idee, giuste o sbagliate che fossero, ma con la passione di un ragazzino.

Sono le persone come loro che mi fanno capire che anche io devo lottare per quello in cui credo, e dare il mio piccolo contributo a questa realtà con la mia piccola voce di questo blog, nella speranza che un giorno intorno a me si crei un movimento di idee e persone che vogliano veramente cambiare le cose, indipendentemente dal colore politico, ma confrontandosi e cercando di ribaltare lo status quo e ridare finalmente in mano il potere ai cittadini che hanno diritto di scegliere...

Bce... stress test... the day after

Ieri avevo già postato un mio commento sugli stress test della Bce.

Oggi ho letto diversi articoli di analisi approfondita e la Borsa ha pesantemente punito le banche che non hanno superato i test (Mps e Carige), e comunque tutto il settore è stato venduto.

Quello che emerge di più nei commenti ed è evidente agli occhi di tutti che ad andare in crisi sono state le due banche apparentemente più al servizio della politica, come avevo già espresso ieri.

E' innegabile il ruolo di Mps nella finanza rossa toscana, vero e proprio centro di potere del quale tutti hanno beneficiato negli anni: enti locali, coop, fondazioni e associazioni.

Nei commenti dei senesi si sente la voce di chi è stato scippato di qualcosa che era di loro proprietà, simbolo della ricchezza e indipendenza di una città intera, famosa per il celebre Palio e per aver dato i natali al Monte ad oggi la Banca in attività più vecchia. Il vecchio monte di pietà dove i pastori conferivano i greggi a pegno nei periodi di scarsa produzione con la speranza di poterli riscattare con la bella stagione.

La banca poi si è evoluta grazie allo sviluppo dei ricchi mercanti fiorentini, vere potenze che prestavano soldi a tutti i sovrani d'Europa...

Il resto è storia recente: nel dopo-guerra la banca diventa il centro nevralgico dell'economia Toscana rossa, con la potente Fondazione e le allegate realtà enti locali che indirizzano e comandano l'Istituto dando poltrone suddivise sulla base delle correnti del PCI.

Poi arriva la scalata ad Antonveneta, pagata uno sproposito, le difficoltà, i derivati che hanno ucciso il meraviglioso gioiello dell'economia di questa parte di Italia.

E adesso i due al comando stanno cercando di salvare il salvabile, anche se appare abbastanza chiaro che serviranno interventi radicali e ancora dolorosi per gli azionisti.

Carige è più o meno la stessa storia, cambia la città (Genova) ma non il colore politico...

Ora non voglio arrivare a dire come ha fatto un quotidiano oggi che hanno fallito le economia rosse, ma è chiaro che dove la banca è più asservita alle logiche di gruppi politici, esse hanno avuto più difficoltà.

Forse è ora che le banche cambino la loro visione del mondo, aprendosi veramente alle istanze dell'economia reale e meno alle poltrone e ai salotti della politica...