Ieri avevo già postato un mio commento sugli stress test della Bce.
Oggi ho letto diversi articoli di analisi approfondita e la Borsa ha pesantemente punito le banche che non hanno superato i test (Mps e Carige), e comunque tutto il settore è stato venduto.
Quello che emerge di più nei commenti ed è evidente agli occhi di tutti che ad andare in crisi sono state le due banche apparentemente più al servizio della politica, come avevo già espresso ieri.
E' innegabile il ruolo di Mps nella finanza rossa toscana, vero e proprio centro di potere del quale tutti hanno beneficiato negli anni: enti locali, coop, fondazioni e associazioni.
Nei commenti dei senesi si sente la voce di chi è stato scippato di qualcosa che era di loro proprietà, simbolo della ricchezza e indipendenza di una città intera, famosa per il celebre Palio e per aver dato i natali al Monte ad oggi la Banca in attività più vecchia. Il vecchio monte di pietà dove i pastori conferivano i greggi a pegno nei periodi di scarsa produzione con la speranza di poterli riscattare con la bella stagione.
La banca poi si è evoluta grazie allo sviluppo dei ricchi mercanti fiorentini, vere potenze che prestavano soldi a tutti i sovrani d'Europa...
Il resto è storia recente: nel dopo-guerra la banca diventa il centro nevralgico dell'economia Toscana rossa, con la potente Fondazione e le allegate realtà enti locali che indirizzano e comandano l'Istituto dando poltrone suddivise sulla base delle correnti del PCI.
Poi arriva la scalata ad Antonveneta, pagata uno sproposito, le difficoltà, i derivati che hanno ucciso il meraviglioso gioiello dell'economia di questa parte di Italia.
E adesso i due al comando stanno cercando di salvare il salvabile, anche se appare abbastanza chiaro che serviranno interventi radicali e ancora dolorosi per gli azionisti.
Carige è più o meno la stessa storia, cambia la città (Genova) ma non il colore politico...
Ora non voglio arrivare a dire come ha fatto un quotidiano oggi che hanno fallito le economia rosse, ma è chiaro che dove la banca è più asservita alle logiche di gruppi politici, esse hanno avuto più difficoltà.
Forse è ora che le banche cambino la loro visione del mondo, aprendosi veramente alle istanze dell'economia reale e meno alle poltrone e ai salotti della politica...
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lunedì 27 ottobre 2014
domenica 26 ottobre 2014
BCE... Stress test...
Oggi sono uscite le pagelle della BCE sui vari Istituti Europei...
Non vi posto link, perchè quasi tutti i giornali ne parlano a vario titolo...
I risultati potrebbero apparire abbastanza scontati, tranne forse per l'entità delle somme richieste al Monte dei Paschi.
Non mi sbilancio oltre, perchè sono interno a queste cose e qualche mio commento potrebbe essere interpretato come di parte o votato a screditare la concorrenza, cosa che la mia etica professionale non contempla.
Queste simulazioni sono necessarie per capire quale sia la solidità delle banche e quanto possano resistere a un eventuale shock economico. Poi si può discutere se quanto valutato sia troppo o troppo poco realistico ed efficace, ma credo che valutare gli attivi degli Istituti e la loro capacità di resistere a crediti che si deteriorano sia quanto meno necessario per non trovarsi a ripetere errori del passato.
Spiace vedere che le banche più in difficoltà sono proprio le popolari e le banche a vocazione locale, forse perchè il loro ruolo di banche del territorio porta a volte a non valutare correttamente la solvibilità di determinati clienti o sono influenzati da fattori esterne alle stesse.
Credo che oggi comunque in molti avranno un quadro più chiaro di come intervenire al fine di sistemare alcune storture del sistema e a rendere le nostre banche competitive a livello europeo e attori economici seri e al passo con i tempi...
Non vi posto link, perchè quasi tutti i giornali ne parlano a vario titolo...
I risultati potrebbero apparire abbastanza scontati, tranne forse per l'entità delle somme richieste al Monte dei Paschi.
Non mi sbilancio oltre, perchè sono interno a queste cose e qualche mio commento potrebbe essere interpretato come di parte o votato a screditare la concorrenza, cosa che la mia etica professionale non contempla.
Queste simulazioni sono necessarie per capire quale sia la solidità delle banche e quanto possano resistere a un eventuale shock economico. Poi si può discutere se quanto valutato sia troppo o troppo poco realistico ed efficace, ma credo che valutare gli attivi degli Istituti e la loro capacità di resistere a crediti che si deteriorano sia quanto meno necessario per non trovarsi a ripetere errori del passato.
Spiace vedere che le banche più in difficoltà sono proprio le popolari e le banche a vocazione locale, forse perchè il loro ruolo di banche del territorio porta a volte a non valutare correttamente la solvibilità di determinati clienti o sono influenzati da fattori esterne alle stesse.
Credo che oggi comunque in molti avranno un quadro più chiaro di come intervenire al fine di sistemare alcune storture del sistema e a rendere le nostre banche competitive a livello europeo e attori economici seri e al passo con i tempi...
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