Guardo la finestra dal mio angolo in ufficio. E' una giornata grigia, un po' buia. 0ggi tutti sono in grande silenzio. Giornata di iper-lavoro, tutti concentrati sul pc e pedalare. Io però non riesco. Strano, solitamente sono così produttivo. Ma oggi proprio no.
La mia testa è fuori da questa stanza. Come se volesse fuggire in chissà quale posto. Mah, forse è meglio distogliere i pensieri di fuga, fatti di mare, di profumi, di sole e di paesaggi da respirare, vedere, sentire.
Si sente solo il rumore dei tasti picchiettati, come una sorta di ritmica danza monotona. Niente voci, tutto ovattato. Ma perché devo stare qui? Perché non posso uscire da questo ufficio, prendere l'auto, correre da lei e dirle: "Fuggiamo al mare". E, senza lasciarla pensare un attimo, portarla con me. In una bella spiaggia, con il mare davanti e una barca ormeggiata che, tranquilla, dondola nella risacca.
Una leggera brezza che ti accarezza, in un mare non ancora estivo, ma che te ne fa sentire l'odore. Con un timido sole, che ti avvolge con tepore. Stare lì, anche senza dirsi nulla. Solo guardandosi e rivolgendo, sfuggevolmente, lo sguardo al mare.
In un momento essere insieme a vivere una giornata diversa, scappati dall'ufficio e dai pensieri della quotidianità, solo con la voglia di stare insieme. Sarebbe bello. Bellissimo.
Peccato che il telefono squilli, che torni a sentire il rumore dei tasti che battono, e che dall'ufficio non possa, almeno per oggi uscire. Spero solo che un giorno, veramente, io possa fare questa mossa. E chissà se lei ne sarà contenta...
Buona idea,sei veramente molto romantico.
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