giovedì 22 dicembre 2016

Cosa succede - il punto della settimana n.6

Come sempre, eccoci arrivati al punto della settimana. In questo post ovviamente, grande spazio occupa, anche se avrei preferito non scriverne, l'attentato in Germania a un mercatino di Natale, con lo stesso sistema del camion-investitore utilizzato per la strage di Nizza.

Il bilancio è di 12 vittime, tra cui sembra vi sia una ragazza italiana, residente in Germania per motivi di lavoro. Quello che colpisce è la capacità di queste persone di colpire con tanta facilità, senza incontrare alcuna resistenza, e per questo diventano così pericolosi. Da come è descritto l'evento, risulta molto difficile prevenire questo tipo di minaccia, in quanto la persona può agire da solo, procurandosi il mezzo in giro o senza un preavviso enorme, anche al momento stesso, e compiere l'atto usando l'effetto sorpresa che genera.

Inoltre per bloccare un Tir la polizia spesso non è dotata di equipaggiamenti adatti, anche perché l'unica possibilità è quella di sparare al conducente, ma ovviamente colpire una persona seduta nella cabina di un camion in velocità richiede abilità di mira rilevanti (e non siamo in un film hollywoodiano).

Resta l'amarezza per questi eventi che colpiscono le nostre città europee, e ci fanno sentire impotenti, aumentando quel senso di insicurezza e di paura di cui il terrorismo si nutre, per colpirci ancora più duramente. Non devono avere ragione, perché la religione non può e non deve essere violenza, pur nelle differenze.

Il secondo fatto è sempre politico, e riguarda l'elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, che è stata confermata dai voti dei Grandi Elettori, anche se qualcuno aveva paventato qualche possibile sorpresa, di qualche gruppo di elettori che avrebbe potuto optare per un altro candidato più moderato, magari con l'appoggio dei Democratici. Niente di tutto questo è avvenuto, e adesso lasciamo lavorare Trump, e si verificherà dai fatti come agirà. Il dossieraggio, lo spionaggio russo, gli hacker sono tutte parole che lasciano il tempo che trovano, di fronte alla potenza che si vuole confermare egemone nel mondo, anche se ultimamente è stata appannata dall'emergere delle potenze dell'Est post-comuniste (o che ormai si professano solo sulla carta tali). Ricordo sempre che gli USA viaggiano a un ritmo di crescita economica che noi europei possiamo solo immaginare nei sogni, pur con tutti i difetti che questa crescita si è portata dietro e non ha risolto. Però intanto noi siamo in stagnazione e loro, invece, cominciano a ripartire. Quanti treni dobbiamo ancora aspettare? Ad maiora!

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