Questi funghi hanno un ottimo profumo e mi fanno pensare ai boschi e agli alberi che li hanno accolti, nell'attesa che qualcuno passasse a raccoglierli. Un pensiero dal sapore autunnale, che adesso che siamo in inverno, è piacevole. Quel caldo tepore del periodo, i chiaroscuri del cielo al tramonto, l'odore della natura che si prepara alla calma invernale.
Quella calma che al momento dentro di me manca, ma che cerco di mantenere per non perdere l'equilibrio, in un mondo che corre e che schiaccia qualsiasi cosa, andando avanti senza curarsi se tu gli stai dietro.
I pezzetti di pollo sfrigolano in padella con la cipolla, metto i funghi, sfumo con del vino, metto il sale e il pepe. Sembra tutto molto buono, lascio a cuocere a fiamma molto bassa, e aspetto, mescolando ogni tanto. Gesti di attesa, di aspettativa di un piatto che sono a volte metafora della vita. La vita, fatta di attese e di movimenti lenti, che però basta un attimo di distrazione e, tac, ti sei bruciato, come un pollo troppo cotto che annerisce. Oppure ti secchi le energie, perché spingi troppo e dai tanto senza fermarti un attimo, diventando stopposo e poco digeribile agli altri. Oppure trovi una fiamma calda e avvolgente, che ti fa riempire pian piano di sapore e quando pronto, ti rafforza grazie alla condivisione.
Metto quanto ho preparato nel piatto, l'odore è molto buono. Mi siedo e assaggio: davvero gustoso. Un sapore che ti regala belle sensazioni, come un bacio, un abbraccio. A volte non servono grandi cose, ma bastano quelle molto piccole. E vorrei che questo piatto, oltre che io, lo assaggiassero altre persone, per provare la stessa emozione e magari avere un sorriso sul volto... Oppure una sola in particolare, per condividerlo con me.