giovedì 23 febbraio 2017

Speciale Cinema - Allied

Bentornati su Speciale Cinema! Oggi parleremo del film "Allied" di Robert Zemeckis, storia d'amore all'ombra dello spionaggio durante la Seconda Guerra Mondiale. E qui finiscono le cose buone del film. Mi spiego meglio, premettendo che potrebbe scapparmi qualche spoiler per chi non lo ha visto.

Il soggetto è potenzialmente interessante: una storia d'amore che nasce tra due spie che si incontrano a causa di una missione comune nel Marocco francese durante il conflitto mondiale, i quali, tra gli orrori della guerra, cercano di creare una famiglia nonostante tutto. E fin qui nulla di male, anzi.

Il problema è come è stato reso il tutto. Partiamo dai tempi. Il film ha un ritmo molto lento, in alcuni casi eccessivamente dilatato, su scene che alla fine non hanno nessuna utilità nel corso del film o si potevano rendere più "veloci". Esempio la scena dell'uccisione dell'Ambasciatore tedesco: quando fuggono dal palazzo c'è una scena lentissima sulla salita in macchina di Brad Pitt e Marion Cotillard, inseguiti da nessuno, che salgono sulla auto e fuggono. In un frangente simile mi sarei aspettato un momento più "teso" e veloce. Invece no. Comprendo che la fuga in macchina era funzionale alla richiesta di matrimonio di Pitt, ma forse con l'adrenalina avrebbe avuto anche una maggiore resa stilistica. Morale riassuntiva: un film di due ore che se ne durava una e mezza sarebbe stato molto più godibile, oppure se devi allungare, almeno fallo con scene più veloci e ritmate.

Altro aspetto, che nei film mi rende un po' nervoso, è il personaggio che compare e scompare. Tutto l'inizio del film è presente una coppia francese con la quale la Cotillard fa amicizia, in funzione di ottenere l'invito per il ballo dell'Ambasciatore. Nella scena dell'assassinio, la Cotillard spara al marito, che ha preso una pistola e tenta di ucciderla, ma risparmia la moglie, con uno sguardo molto intenso tra le due. Ora, in quel momento credetemi, mi sarei aspettato di rivedere quella donna che magari in un momento successivo del film sarebbe tornata per vendicarsi. E invece nulla. Dalla via, non si poteva sparare ad entrambi? Se la Cotillard avesse sparato ad entrambi, la scena si sarebbe chiusa lì e nessuna ricerca successiva per tutto il film di una presenza che non c'è. E invece tutto sospeso. E non mi parlate dei buoni sentimenti di una donna che non vuole uccidere un'altra donna perché la vede come una amica. Nel film stiamo parlando di spie durante la seconda guerra mondiale, non delle amiche del circolo bridge. Una spia di quei livelli, credo, non dovrebbe farsi molti scrupoli ad uccidere potenziali testimoni scomodi.

Ultimo aspetto gli effetti speciali: ce ne sono due che gridano veramente allo scandalo. Il primo è l'atterraggio di Brad Pitt con il paracadute nel deserto. La finzione totale del paesaggio è palpabile. Una scena poco realistica. La seconda è la scena della tempesta di sabbia. La sabbia che viene fintamente messa come filtro in post-produzione davanti alla macchina è altrettanto poco realistica. Avendo un budget di tutto rispetto (credo intorno agli 85 milioni di dollari), forse si poteva fare qualcosa di meglio o pensare a soluzioni migliori.

In definitiva è un film che per una volta si può vedere, a patto di fare i conti con la lentezza e queste sbavature. Il film è un classico da sufficienza, senza infamia e senza lode. Detto questo, vi saluto, e ovviamente aspetto i vostri commenti e le vostre idee su questo film. Alla prossima!

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