Che bello, è Carnevale! Come ogni anno, mia zia May mi ha cucito un bel vestito da Arlecchino. Sono tutto colorato, con la mia mascherina nera. Il mio vestito è veramente bello, con colori vivi. Sembra uscito da un catalogo di moda. Mia zia mi ha preso le misure e fatto provare il vestito diverse volte. Ma zia May è bravissima, e sono veramente contento.
A scuola oggi c'è la recita. Anche i miei compagni di classe sono tutti in maschera, pronti per recitare nel teatro della scuola. Seduta davanti a noi c'è tantissima gente! Che paura! Speriamo di non scordarci le battute. Io ho studiato tanto con la mamma, che mi ha aiutato a ripetere. E adesso è lì , in mezzo al pubblico a guardarmi. Spero di non dimenticarmi qualcosa.
Recito la mia scenetta e mi diverto con i miei compagni, che ogni tanto fanno qualche inciampo, con la maestra che, da dietro una tenda nera, suggerisce facendo delle buffe smorfie. E' divertente, anche se so che non è arrabbiata. Oggi è un giorno di festa e si ride. Le scenette sono tutte con le varie maschere del Carnevale: Pulcinella, Balanzone, Pantalone, Colombina... Ci sono veramente tutti.
Ci si diverte un sacco a Carnevale. E' la festa dei colori. Dice così anche la canzoncina che cantiamo alla fine della recita. Poi lanciamo le stelle filanti di carta, e riempiamo tutta la sala, giocando poi a rincorrerci e a riprendere i fili di carta per lanciarli.
Finita la recita, un sacco di applausi. Tantissimi, di tutti i genitori che ci sono venuti a vedere. Ci fanno le foto, siamo contenti! E poi si vanno a mangiare le frappe. Che buone! Piene di zucchero e dolci. Io ne mangerei tantissime, infatti il mio vestito di Carnevale diventa tutto bianco, coprendo i colori di Arlecchino.
La mamma mi guarda e sorride, e anche io sorrido. E' bello il Carnevale, bisognerebbe festeggiarlo tutti i giorni...
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giovedì 23 febbraio 2017
mercoledì 18 gennaio 2017
Io ero John - Episodio -1000
Che bello, oggi c'è il sole. E' domenica e non si va a scuola. La mamma mi dice che, mentre fa un po' di pulizie in casa e prepara il pranzo, io vado a fare un giro con papà.
Mio papà quando usciamo mi porta sempre al bar vicino casa, e mi compra, se sono stato bravo, un ovetto di cioccolata con le sorprese. Dentro oggi ci ho trovato una macchinina colorata, che si muove tirandola indietro.
Mi ci metto a giocare in macchina, sul sedile dietro, mentre mio padre mi porta a fare un giro in campagna. C'è un bel sole caldo. E ci sono i prati, gli alberi che scorrono veloci come la mia macchinina.
"Guarda, Francesco" mi dice papà "Un fagiano!... e io guardo fuori, ma non lo vedo. Allora gli chiedo come è fatto un fagiano. E lui mi spiega che se è maschio è colorato e con una coda piumata, mentre se è femmina è marroncina, e si mimetizza nel terreno.
Che animali curiosi, questi fagiani. Stanno in mezzo al prato fermi. Chissà a fare cosa. Forse a mangiare o a parlare. Ma parleranno? E cosa si dicono? Sono un bambino molto curioso, e faccio un sacco di domande. Povero papà, gli farò una testa enorme!
In macchina si sente la musica di una cassetta o della radio. Spesso sento le canzoni di un cantante che si chiama Concato, almeno così ho letto sulla musicassetta. Sono canzoni belle, alcune sembrano delle ninne-nanna. Mi piace ascoltarle mentre la macchina va.
Anche se il pancino mi brontola un po'. Ormai è quasi ora di pranzo. Infatti mio papà torna verso casa. Parcheggia la macchina e saliamo a casa. Io vado dalla mamma a farle vedere la sorpresa dell'ovetto e come funziona.
Mi piace tanto stare domenica in famiglia. Ah la mamma mi ha preparato la pasta al sugo. Quanto è buona... ora la vado a mangiare, se no si fredda...
Mio papà quando usciamo mi porta sempre al bar vicino casa, e mi compra, se sono stato bravo, un ovetto di cioccolata con le sorprese. Dentro oggi ci ho trovato una macchinina colorata, che si muove tirandola indietro.
Mi ci metto a giocare in macchina, sul sedile dietro, mentre mio padre mi porta a fare un giro in campagna. C'è un bel sole caldo. E ci sono i prati, gli alberi che scorrono veloci come la mia macchinina.
"Guarda, Francesco" mi dice papà "Un fagiano!... e io guardo fuori, ma non lo vedo. Allora gli chiedo come è fatto un fagiano. E lui mi spiega che se è maschio è colorato e con una coda piumata, mentre se è femmina è marroncina, e si mimetizza nel terreno.
Che animali curiosi, questi fagiani. Stanno in mezzo al prato fermi. Chissà a fare cosa. Forse a mangiare o a parlare. Ma parleranno? E cosa si dicono? Sono un bambino molto curioso, e faccio un sacco di domande. Povero papà, gli farò una testa enorme!
In macchina si sente la musica di una cassetta o della radio. Spesso sento le canzoni di un cantante che si chiama Concato, almeno così ho letto sulla musicassetta. Sono canzoni belle, alcune sembrano delle ninne-nanna. Mi piace ascoltarle mentre la macchina va.
Anche se il pancino mi brontola un po'. Ormai è quasi ora di pranzo. Infatti mio papà torna verso casa. Parcheggia la macchina e saliamo a casa. Io vado dalla mamma a farle vedere la sorpresa dell'ovetto e come funziona.
Mi piace tanto stare domenica in famiglia. Ah la mamma mi ha preparato la pasta al sugo. Quanto è buona... ora la vado a mangiare, se no si fredda...
mercoledì 11 gennaio 2017
Io ero John - Episodio -1001
Che bello, c'è il sole oggi. La mamma mi ha preparato la merendina per l'intervallo e mi accompagna verso la scuola. La mia scuola è molto vicina, devo solo scendere le scale e fare un vialetto.
C'è un bel giardino a forma di montagnola, con il prato verde. A me piace tanto correrci sopra e rincorrere i miei compagni. Anche se poi la maestra ci sgrida, perché siamo tutti sudati e pensa che prendiamo il raffreddore.
La mia scuola è gialla e la mia classe è grandina. Siamo in tanti bambini e siamo seduti su banchi color bianco sporco e sedie con le gambe rosse. Ci sono dei bambini che non ne vogliono sapere di stare seduti, si agitano e vogliono alzarsi, mentre invece io sono bravo e sto seduto al mio banco, ascoltando tutto quello che la maestra spiega. Alzo sempre la mano quando faccio una domanda e mi piace imparare sempre cose nuove.
Quando sono a scuola sono contento, perché mi trovo bene. Anche se poi non vedo l'ora che arrivi l'ora del pranzo, quando torno a casa e la mamma mi fa trovare tante cose buone da mangiare, Mi fa vedere i cartoni e mi coccola, prima poi di riaccompagnarmi a scuola.
A scuola vado anche al pomeriggio, ma la maestra cambia. Ho due maestre: una che mi insegna a leggere e una a far di conto. La maestra che mi insegna a leggere è una signora con gli occhiali, sembra severa, ma in realtà vuole bene a tutti i bambini e ha tanta pazienza. Quella che ci insegna a far di conto, invece, indossa un grembiule azzurro, e ci insegna le cose con degli oggetti e delle cordicelle di cotone. E' divertente, perché facciamo dei cerchi sul banco e poi li riempiamo di oggetti.
Poi, ogni tanto, ci danno dei compiti da fare: lettere da scrivere, operazioni, problemi, una pagina da leggere o una poesia da imparare a memoria. Vedo che gli altri bambini non sono tanto contenti dei compiti, dicono che sono una noia. Io, invece, li faccio tutti perché mi piace studiare e imparare. Poi così la mamma mi fa vedere i cartoni e mi da la merenda.
Chissà se, quando sarò grande, leggerò ancora e farò i conti con la cordicella. Anche se, fosse per me, resterei qui in questa scuola e nel suo giardino, a correre e a stare sempre con i miei compagni di scuola. Mi ha detto la mamma che questa scuola dura 5 anni: mamma mia, è un tempo lunghissimo! Io ora ne ho solo 6...
C'è un bel giardino a forma di montagnola, con il prato verde. A me piace tanto correrci sopra e rincorrere i miei compagni. Anche se poi la maestra ci sgrida, perché siamo tutti sudati e pensa che prendiamo il raffreddore.
La mia scuola è gialla e la mia classe è grandina. Siamo in tanti bambini e siamo seduti su banchi color bianco sporco e sedie con le gambe rosse. Ci sono dei bambini che non ne vogliono sapere di stare seduti, si agitano e vogliono alzarsi, mentre invece io sono bravo e sto seduto al mio banco, ascoltando tutto quello che la maestra spiega. Alzo sempre la mano quando faccio una domanda e mi piace imparare sempre cose nuove.
Quando sono a scuola sono contento, perché mi trovo bene. Anche se poi non vedo l'ora che arrivi l'ora del pranzo, quando torno a casa e la mamma mi fa trovare tante cose buone da mangiare, Mi fa vedere i cartoni e mi coccola, prima poi di riaccompagnarmi a scuola.
A scuola vado anche al pomeriggio, ma la maestra cambia. Ho due maestre: una che mi insegna a leggere e una a far di conto. La maestra che mi insegna a leggere è una signora con gli occhiali, sembra severa, ma in realtà vuole bene a tutti i bambini e ha tanta pazienza. Quella che ci insegna a far di conto, invece, indossa un grembiule azzurro, e ci insegna le cose con degli oggetti e delle cordicelle di cotone. E' divertente, perché facciamo dei cerchi sul banco e poi li riempiamo di oggetti.
Poi, ogni tanto, ci danno dei compiti da fare: lettere da scrivere, operazioni, problemi, una pagina da leggere o una poesia da imparare a memoria. Vedo che gli altri bambini non sono tanto contenti dei compiti, dicono che sono una noia. Io, invece, li faccio tutti perché mi piace studiare e imparare. Poi così la mamma mi fa vedere i cartoni e mi da la merenda.
Chissà se, quando sarò grande, leggerò ancora e farò i conti con la cordicella. Anche se, fosse per me, resterei qui in questa scuola e nel suo giardino, a correre e a stare sempre con i miei compagni di scuola. Mi ha detto la mamma che questa scuola dura 5 anni: mamma mia, è un tempo lunghissimo! Io ora ne ho solo 6...
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