Fa piuttosto freddo, anche se sono avvolto nella mia giacca invernale e coperto dai miei guanti e sciarpa. Passando vicino alle entrate dei negozi, sento il calore che viene dalle porte aperte, come un abbraccio caldo accogliente che ti invita ad entrare. Mi fermo in un negozio di libri, in un vicolo laterale del corso principale.
Giro per gli scaffali, e guardo le copertine colorate, i più vari titoli e generi. C'era un periodo in cui leggevo tanto, per piacere e per voglia di sapere. Avevo forse anche più tempo di adesso, dove il lavoro mi assorbe tanto e mi lascia spesso non tanto tempo per il resto.
Mi ricordo di quando leggevo i grandi classici, i libri di Verne o i "libro-game", avventure a bivi di fantasia, ambientati nelle più varie località sia fisiche che temporali. Ti costruivi un personaggio di fantasia e grazie a un dado, un foglio e una matita, seguivi un percorso all'interno di questo libro, fatto di paragrafi che ti rimandavano ad altri sulla base delle tue scelte o della sorte.
Era bello, perché potevi immaginarti un mondo, e potevi farlo come volevi tu, in quanto non esisteva uno schema fisso se non le indicazioni che leggevi sul libro.
Questa è la grande potenza dei libri: farti immaginare con uno scritto, e quello che immagini tu non è detto che sia uguale a quello che immagina un altro, pur avendo letto lo stesso libro.
La mia attenzione cade infine su un libro dei presepi napoletani: ne sono un grande appassionato. Lo sfoglio e decido di comprarlo, magari mi viene qualche idea per il mio, visto che si avvicina Natale. Vado alla cassa, e vedo una coppia che, mentre fa la fila, parla del libro che tengono per mano. Non riesco a leggere la copertina, ma sembra un romanzo giallo. Li vedo sorridenti e coinvolti nel loro dialogo, e sono contento per loro. In fondo vorrei anche io qualcuno con cui condividere un momento simile, sarebbe bello... E invece tiro fuori la carta fedeltà, pago ed esco solo con il mio libro e le mie fantasie...