E come ogni settimana, eccomi con la rubrica "Cosa succede" e ai fatti più curiosi o importanti della settimana.
Partiamo dalla notizia di "cyberspionaggio" compiuto da parte dei fratelli Occhionero, che, grazie a mail contenenti allegati "spyware", sono riusciti o hanno tentato di entrare all'interno dei computer personali di diverse personalità politiche e del mondo degli affari, con l'ottica di usare le informazioni a scopo estorsivo. La notizia è importante perché fa capire quanto sia tecnicamente facile (ovviamente servono conoscenze del campo) e che non servano organizzazioni così ampie per poter violare la privacy dei nostri dati personali e di quanto il web possa essere fonte di possibili guai per chi ci si avvicina con troppa leggerezza.
La seconda notizia riguarda la decisione della Corte Costituzionali in merito all'ammissibilità dei Referendum sul Jobs Act, fortemente voluti dai sindacati e in particolare dalla CGIL. La Consulta ha bocciato il quesito che mirava ad abolire le modifiche effettuate all'art.18 dello Statuto dei Lavoratori, mentre ha accolto quelli relativo all'allargamento dell''utilizzo dei voucher e al ripristino della responsabilità in solido tra committente ed appaltatore negli appalti (in quanto con la norma in vigore, se l'appaltatore fallisce, i dipendenti dell'impresa posso rivalersi solo su quest'ultimo anche se il committente non ha pagato quanto di spettanza all'appaltatore). Detto questo, questa decisione sarà un forte spartiacque per il mondo del lavoro: si andrà a marcia spedita verso una deregolamentazione molto forte e rapida in caso di respingimento dell'abrogazione dei quesiti o si aprirà una lunga campagna sui temi del lavoro in caso di vittoria del SI al Referendum, volti a verificare se, effettivamente, le tutele dei lavoratori siano o no a rischio. Il mio parere personale è che bisognerebbe limitare l'uso dei voucher a quei lavori veramente occasionali e che riguardano maggiormente i privati (es. colf, baby-sitter, lezioni private), magari escludendone l'uso per le aziende, che così spesso trovano legittimità per forme di lavoro parzialmente in nero o comunque per non fare contratti regolari ai "para-dipendenti". Per l'art. 18, invece, ritengo che sia più una questione di "totem" che non una questione di merito, visto che la recente crisi ci ha dimostrato che, art.18 o no, se una azienda vuole lasciare a casa dei dipendenti fa veramente presto: chiude e riapre due minuti dopo con altra intestazione o, peggio ancora, all'estero. Inoltre, se un datore di lavoro ha un lavoratore che lo fa "guadagnare", non credo che sia nel suo interesse licenziarlo una volta assunto. Quindi spesso questa tutela può andare a difendere categorie di lavoratori meno produttivi.
Ultima notizia che vi sottopongo è di taglio più internazionale e riguarda la "fuga" delle star dal concerto di proclamazione di Trump, tutti timorosi del fatto che la loro partecipazione possa comprometterli con i fan e causare boicottaggi di massa. Credo che questa sia una delle cose più stupide e insensate che si possa pensare. Un conto è non essere d'accordo con il pensiero di un politico ed esprimere il proprio dissenso declinando un invito. Un conto è poi ergersi a paladini della difesa di non si sa bene cosa (ricordo che Trump non è ancora nei pieni poteri) e che quindi al momento ha fatto solo annunci, i quali dovranno poi trovare applicazione nella pratica (e come sempre, tra il dire e il fare... ne sa qualcosa Grillo in questi giorni con il tentativo di "accasarsi" all'Alde all'Europarlamento). Credo che tutte queste star farebbero meglio ad aspettare prima di fare proclami e stracciarsi le vesti. Magari il mostro è meno brutto di come lo si dipinge. Ad maiora!
Nessun commento:
Posta un commento